Chi sono

Ho volutamente distinto “Chi sono” da “Cosa faccio”, per il semplice motivo che siamo ormai abituati confondere le cose quando ci viene chiesto di presentarci.

Avete presente quando ti dicono di dire qualcosa “su di te” e tu rispondi dicendo “mi chiamo Cinzia, ho 38 anni e lavoro in un negozio di catrame per celiaci”, per poi continuare parlando del tuo lavoro?

Ma non hai detto niente su chi sei!

SPOILER: in questa pagina non vi dico “cosa amo fare“, ma cerco di presentarvi “chi sono” nella maniera più onesta che posso.
Spero tanto che lo apprezzerete.

 

Ciao.
Mi chiamo Edoardo Resta e, come facile intuire, tutti mi chiamano Edo.

Partiamo dall’inizio.
Sono nato il 28/12/1984. Se ci fate caso, a metà tra Natale e Capodanno.
La domanda più frequente quindi è sempre stata: “Oddio, e per i regali? Ti facevano un unico regalo per Natale e compleanno?
No, l’ho sempre avuto doppio, per fortuna ho avuto un’infanzia bellissima.

Vivo tra la provincia di Novara e Milano.
No, non vivo in autostrada e nemmeno in treno. Faccio su e giù, qua e là, ping e pong, tra il passato ed il futuro.

Sono alto 1 e ottanta, ho un peso specifico elevato (sapete, le “ossa grosse”) ed a quanto pare nella famiglia Resta il gene della testa grossa è dominante. Molto dominante. Dominantissimo.
Ho il testone, “dicono”.
2 braccia, 2 gambe, 20 dita in tutto, occhi castani, capelli e barba neri, anche se qualche maledetto capello bianco sta prendendo un po’ troppo spazio.

Non credo nell’oroscopo, ma mi dicono che il Capricorno c’è e si vede: ambizioso, testardo, fiero, creativo. Ok, è vero, mi piace molto stare da solo con me stesso, ma amo anche la compagnia ed ho la tendenza a vivere con molta positività quello che mi capita.
Difficilmente mi vedrete stressato: sono positivo per costituzione, oltre che parecchio analitico, concreto e logico.
“Creativo, ma analitico e logico”… in pratica un folle con diverse personalità!

Amo fare sport. In ordine ricordo di aver frequentato per qualche annetto: nuoto, judo, sci, atletica, basket, calcio, boxe e poi palestra in tutte le salse e corsi.
Poi improvvisamente sono arrivati i 30 anni e con loro alcuni acciacchi mai visti prima.
Adesso lo spirito di un dodicenne alberga nel corpo di un ultracentenario zoppo.
Confido molto di tornare un giorno a saltare gli steccati a piè pari, ma temo che invece inizierò a cenare alle 18 con brodino e semolino…

Sono un “Visionario“: lo sono sia per carattere, sia perché faccio davvero parte di un’associazione bellissima che si chiama “Visionari” e che ha la mission di promuovere l’utilizzo responsabile delle tecnologie esponenziali. Bellissimo!
Come dicevo sono creativo e curioso: ho sempre nuove idee in mente, nuovi progetti da far nascere e soluzioni da sperimentare.
Mi porto dietro una Moleskine piena di strambe startup che non hanno mai visto la luce e che aspettano solo il momento ed il posto giusto per essere sviluppate.
Sono alla ricerca di persone come me, anzi molto meglio di me, con cui dare vita a qualcosa di maestoso.

Ah, ho anche una famiglia straordinaria che mi ha reso e mi rende felice ogni giorno: importo ed esporto tonnellate di amore che volendo potrei addirittura condividere con voi. Ne ho da vendere! Anzi, a parte gli scherzi, è in offerta e viene solo 9,99 euro/kg: pagamento anticipato con Paypal e non si accettano resi.

E’ fondamentale ogni tanto fermarsi a considerare il valore delle cose importanti, degli affetti che ci circondano. Sto imparando a farlo più assiduamente e mi sento di consigliarlo a tutti.
Facciamolo.

Cos’altro dire? Ah sì certo, sono un “vegetariano-zen” dal 27 ottobre 2014 alle 19:43 circa. Minuto più, minuto meno.
Da quel giorno la mia vita è costellata di domande improbabili e simpatiche: “Ma tu il ragù come lo mangi?” oppure “Ed il prosciutto? Il prosciutto lo mangi!” o le sempreverdi “Beh, ma almeno il pesce?”. “Le uova invece? I formaggi?”, “Ma non sei vegano, vero?” (manco fosse una malattia infettiva) e “Ma tu… Tu sei vegetariano per etica o per la salute?”.
Come dicevo sono un vegetariano-zen: non rompo le scatole a nessuno, non voglio convincere nessuno, non impongo la mia scelta a chi ho davanti. Ognuno è libero di fare quello che vuole (i miei sono cacciatori, immaginate un po’ che smacco!); però se volete sono disponibile a parlare di questa scelta ed argomentarla per dare e ricevere nuovi punti di vista.

Non amo gli inglesismi usati in maniera criminale ed indiscriminata e non sopporto le job description autoreferenziali, autoassegnate e senza fondamento. Quindi per me lo “spazzino” è degno del mio rispetto quando si definisce “spazzino” o se preferisce “operatore ecologico” anziché “garbage manager”.
L’analogia può essere estesa un po’ a tutti, oggi che fioccano nuove diciture che non identificano realmente chi “le indossa”.
Mai come oggi “l’abito non fa il monaco“: in un mondo dove improvvisamente tutti sono diventati “manager”, nessuno è più davvero “Manager” di niente.
Lasciamo che siano le competenze reali a parlare per noi, non una dicitura nata nel corso di una notte insonne.

A proposito di “job description“, per me ho deciso di rubare la descrizione che ho scoperto dal brillante e giovanissimo Fabio Vantaggiato di Talent Garden durante il Campus Party 2019: “Consulente per l’Innovazione Digitale“.
In Inglese viene qualcosa come “Digital Innovation Consultant“, che fa farà pure figo, ma che a me continua a suonare strano.

 

In sostanza: volete innovare? Potrei essere la persona giusta!

Ora vi dico cosa faccio, cosa so fare e cosa ho fatto in quest’altra pagina.

 

Edo Resta
Consulente per l'Innovazione Digitale
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